2021 Deloitte Art & Finance Report

    2021 Deloitte Art & Finance Report

    Come è cambiato lo stato dell’arte con la pandemia? Scopriamolo nel nuovo report appena pubblicato da Deloitte Private.

    Incertezza e flessibilità sono state le due costanti di un mercato dell’arte che nel 2020 ha necessariamente incrementato la propria propensione all’innovazione e alla sperimentazione per sopravvivere. 

    E’ quanto emerso all’interno del webinar dedicato al tema  Art & Finance: Il mercato dell’arte e dei beni da collezione | Report 2021 – Speciale “Lo stato dell’arte ai tempi del Covid-19” presentato ieri da Deloitte Private.

    Il report è dedicato agli impatti della pandemia sul settore artistico-culturale attraverso un’indagine condotta presso operatori, collezionisti, studiosi e appassionati del settore.

    Le evidenze emerse sono state messe a confronto con i dati della prima edizione della ricerca pubblicata a giugno 2020, con l’obiettivo di individuare le soluzioni per affrontare la crisi in atto.

    “Il mercato è fragile e vulnerabile”: così inaugura il webinar Pietro Ripa, Private Banker di Fideuram, che mette in luce i principali trend delle aste del 2020 per opere d’arte e beni da collezione.

    Se nel primo semestre è stato registrato un calo del 60%, alla fine del 2020 questo si è assestato al 29% grazie ad una serie di strategie messe in campo dalle case d’asta come:

    • Il catalogo “cross-category”, inclusivo quindi di opere d’arte e beni da collezione appartenenti a periodi storici o dipartimenti diversi.
    • Un nuovo format di offerta, più precisamente “l’asta ibrida” – il 6 ottobre 2020 Christie’s vende a  $31,8 Mln di dollari un T-Rex all’asta 20th Century Evening Sale a New York.
    • Nuove collaborazioni strategiche con players del mercato asiatico (che attualmente traina il mercato globale).

    Il processo di digitalizzazione del mondo dell’arte ha senza dubbio accelerato un trend di continua crescita nel mercato dell’arte online che secondo l’Art Basel e UBS Global Art Market Report, si attestano al 25% del totale.

    Limitandosi al solo mercato delle aste, l’online si è confermato efficace soprattutto per la compravendita di lotti di basso-medio valore, mentre risulta ancora limitante nella vendita di lotti di valore medio-alto e top quality: se nel 2019 le vendite record sono state registrate da Claude Monet a $110,7 mln e da Jeff Koons a $91,1 mln, nel 2020 i record vanno a Francis Bacon a $84,6 mln e Roy Lichtenstein a $46,2 mln.

    In generale il 44% dei players dell’arte ha registrato una riduzione del fatturato tra il 25-50% e ciò anche a causa della mancata partecipazione alle fiere d’arte che, nonostante la loro versione digitale, hanno avuto esiti in chiaroscuro a causa di piattaforme poco user friendly che hanno reso l’esperienza virtuale poco coinvolgente ed efficace.

    Tutto ciò prima che la Crypto Art rappresentasse la nuova era, in seguito alla vendita dell’opera di Beeple da Christie’s. A tal proposito interviene Mariolina Bassetti, Chairman Post-War & Contemporary Art, Continental Europe and Chairman di Christie’s Italia la quale sostiene che “il mercato della Crypto Art NFT rappresenta il nostro presente e il futuro, per questo è necessario osservare il fenomeno con interesse”.

    Roberta Ghilardi, Sustainability Senior Consultant di Deloitte Private, ha presentato alcuni outlook interessanti per il futuro. Tra i più significativi troviamo:

    • Internazionalizzazione e nuovi buyers: cresce il numero dei collezionisti Millennials che hanno acquistato beni da collezione, soprattutto in aste “online-only”. Christie’s ha reso noto che il 32% dei nuovi buyers delle vendite “online-only” sono stati millennials (23-38 anni), mentre Sotheby’s ha visto raddoppiare il numero di buyers under 40.
    • Digitalizzazione e trasparenza: una delle conseguenze positive del processo di digitalizzazione è stata l’incremento nella trasparenza dei prezzi che ha determinato una maggiore fiducia nella possibilità dell’acquisto online (83%).
    • Crescita delle Private Sales: il desiderio di riservatezza e di velocità nelle transazioni ha fatto incrementare il fatturato generato dalle private sales: Sotheby’s, in particolare, ha registrato un risultato record per le private sales, passate da $1,0 Mld del 2019 a $1,5 Mld nel 2020.

    Infine, durante la tavola rotonda mediata da Barbara Tagliaferri, Art & Finance coordinator for Italy e composta da Tommaso Calabro (fondatore di Galleria Tommaso Calabro), Ugo Nespolo (artista), Verusca Piazzesi (direttrice di Galleria Continua), Simone Menegoi (Direttore di Arte Fiera) e Francesca Rossi (Direttrice dei Musei Civici di Verona) è emerso come il mondo dell’arte, ora più che mai, necessiti del networking, ovvero del “fare rete”.

    E questo non soltanto tra le singole istituzioni e professionisti, tra i quali deve instaurarsi un rapporto di cooperazione e sostegno reciproco, ma anche tra il fisico e il digitale che, nel giro di pochi mesi, ha rivoluzionato le modalità di fruizione, acquisto e offerta dell’arte, da ultimo attraverso l’introduzione degli NFT – Non Fungible Token.

    E tu, sei pronto a scoprire il futuro del mercato dell’arte?

    Photo Credits: Liu Bolin for Deloitte Private

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