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1. Quali diritti acquista un acquirente al momento dell’acquisto di un’opera?

Salvo diversamente pattuito, al momento della vendita il venditore trasferisce all’acquirente solo il diritto di proprietà, mentre i diritti d’autore spettano all’artista o ad un terzo cui i diritti autoriali siano stati eventualmente ceduti. Per diritto d’autore si intende un insieme di diritti attribuiti all’autore, come il diritto di: pubblicazione, riproduzione, esecuzione, traduzione, elaborazione, comunicazione al pubblico, noleggio e distribuzione dell’opera.

2. Qual è il diritto applicabile al contratto di vendita di un’opera d’arte?

La legge applicabile al contratto di vendita è primariamente quella scelta dalle parti, che dovranno valutare quale sia la legge più favorevole a loro o al contratto. Sia in ordinamenti di common law che di civil law, vige il principio di libertà delle parti nella scelta della legge applicabile al contratto. Quindi, è assolutamente consigliabile includere una clausola sulla legge applicabile nel proprio contratto di vendita. In mancanza di scelta, le parti dovranno applicare le disposizioni di diritto internazionale privato. In Europa, l’art. 4 del Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 giugno 2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) prevede che un contratto per la vendita di beni sia regolato dalla legge del paese nel quale il venditore ha la propria residenza abituale. Oltre all’applicazione del Regolamento Roma I, le parti dovranno far riferimento a convenzioni bilaterali tra i paesi coinvolti o alle disposizioni nazionali di diritto internazionale privato.

3. Cosa è il certificato di autenticità e chi può rilasciarlo?

Il certificato di autenticità costituisce un documento di fondamentale importanza per il mercato dell’arte ed è solitamente fornito dal venditore al momento della vendita insieme all’opera. Tale certificato contiene tutte le informazioni concernenti l’opera come: il titolo, il nome dell’artista, le misure dell’opera, la tecnica e il supporto usato dall’artista, l’anno di creazione e così via. Il certificato di autenticità è normalmente rilasciato dall’artista o da qualcuno che sia esperto delle sue opere come: gli eredi dell’artista, il comitato autentiche della fondazione dell’artista o del suo archivio.

4. Qual è la differenza tra l’autenticità e la provenienza di un’opera?

Il concetto di autenticità è strettamente collegato a quello di paternità, ossia il certificato di autenticità certifica che un determinato artista ha creato una specifica opera. In alcuni paesi come l’Italia, il diritto di paternità è considerato un diritto morale, che si trasmette alla morte dell’artista ai suoi eredi. La provenienza è, invece, un concetto più ampio; solitamente essa include l’intera cronologia della proprietà, custodia o deposito di un’opera. Essa deve ricostruire tutti i passaggi di proprietà dall’artista all’attuale proprietario. Essa include anche l’indicazione dei depositari dell’opera come le case d’asta, i mercanti d’arte o le gallerie che hanno venduto o esposto l’opera, le collezioni private o pubbliche di cui ha fatto parte, o le mostre in cui è stata esposta.

5. Un potenziale acquirente deve consultare delle banche dati prima di procedure all’acquisto di un’opera?

Il livello di diligenza richiesta all’acquirente e al venditore varia da paese a paese. In ogni caso, prima della vendita, un acquirente scrupoloso e in buona fede dovrebbe cercare di minimizzare il rischio derivante da ogni provenienza dubbiosa concernente un’opera d’arte controllando su alcune banche dati private concernenti opere d’arte rubate come: l’Art Loss Register e l’International Foundation for Art Research.

6. Quando un’opera d’arte si considera bene culturale?

Occorre far riferimento ai criteri stabiliti da ciascuna legge nazionale che protegga il proprio patrimonio culturale nazionale. In Italia, ad esempio, un’opera d’arte può essere considerata bene culturale in base ai criteri previsti dall’art. 10 e seguenti del Codice dei Beni Culturali (Decreto Legislativo 42/2004). Le opere appartenenti a enti culturali o persone giuridiche private senza fine di lucro sono considerate automaticamente beni culturali, mentre le opere appartenenti ai privati possono diventare beni culturali laddove siano dichiarate di interesse culturale da parte del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. Tale dichiarazione è notificata al proprietario, possessore o detentore e comporta grandi limitazioni concernenti la vendita, il restauro e il mantenimento del bene. L’arte contemporanea non può essere dichiarata bene culturale e, salvo particolari eccezioni, per poter essere considerato bene culturale, si deve trattare di opera di artista non più vivente o la cui esecuzione risalga a più di settanta anni.

7. Occorre dichiarare l’esportazione di un’opera d’arte?

I controlli all’esportazione di opere d’arte concernono normalmente opere aventi valore culturale e si applicano a chiunque voglia esportare un bene culturale fuori da un paese. Tali regole si applicano a privati, enti no-profit e società commerciali. Le condizioni e le formalità per l’esportazione dipendono soprattutto dal paese da cui si voglia esportare, non dal paese di nazionalità o residenza. Alcune opere, considerate beni culturali, non possono essere esportate fuori dal paese. Al fine di esportare al di fuori dell’Unione Europea, il Regolamento (CE) n. 116/2009 sull’esportazione dei beni culturali assicura dei controlli uniformi richiedendo per l’esportazione al di fuori dell’Unione Europea la presentazione di una licenza di esportazione, che è rilasciata dalle autorità competenti del paese membro da cui si esporta. La licenza di esportazione può essere temporanea o permanente.

8. Cos’è il diritto di seguito?

Il diritto di seguito è un diritto attribuito agli artisti e, alla loro morte, ai loro eredi in alcuni paesi. Tale diritto consente agli artisti di percepire una percentuale sul prezzo di vendita degli originali delle proprie opere in occasione delle vendite successive alla prima. A livello europeo, la Direttiva 2001/84 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa al diritto dell’autore di un’opera d’arte sulle successive vendite dell’originale ha tentato di armonizzare tale diritto all’interno dell’Unione Europea. La Direttiva è stata recepita da ciascuno Stato membro: per esempio in Inghilterra, il diritto di seguito fu introdotto nel 2006. La Direttiva 2001/84 ha previsto i seguenti compensi: (a) 4 % per la parte del prezzo di vendita fino a 50.000 euro; (b) 3 % per la parte di prezzo di vendita compresa tra 50.000,01 e 200.000; (c) 1 % per la parte di prezzo di vendita compresa tra 200.000,01 e 350.000 euro; (d) 0,5 % per la parte di prezzo di vendita compresa tra 350.000,01 e 500.000 euro; (e) 0,25 % per la parte di prezzo di vendita superiore a 500.000 euro. L’importo totale dei compensi non può essere superiore secondo la Direttiva a 12.500 euro. Il diritto di seguito è solitamente percepito dalle società di gestione collettiva e dura per tutta la vita dell’artista e per settanta anni dopo la sua morte.

9. Si può riprodurre liberamente un’opera di cui si è proprietari?

Possedere un’opera non significa automaticamente che si possa liberamente riprodurla. Infatti, la vendita trasferisce solo il diritto di proprietà e non il diritto di riproduzione: il diritto d’autore appartiene all’artista che può anche trasferirlo ad un terzo. Il titolare del diritto di riproduzione deve, quindi, autorizzare alla riproduzione (generalmente, tramite licenza) il proprietario o il soggetto cui le opere sono state prestate o fornite in comodato, a meno che la riproduzione non sia consentita da specifiche eccezioni previste dal diritto d’autore come quella di riproduzione a fini non lucrativi, didattici o culturali. 10. Si può esporre liberamente un’opera d’arte di cui si è proprietario in pubblico? Ciò varia da paese a paese. Ad esempio, in Inghilterra il proprietario può liberamente esporre in pubblico l’opera di cui è proprietario senza richiedere alcuna autorizzazione all’artista o al titolare dei diritti d’autore. Infatti, il diritto di esposizione di un’opera d’arte non è considerato quale diritto d’autore, in quanto non concerne alcuna attività di riproduzione dell’opera stessa. Tuttavia, vi sono paesi come la Francia dove il diritto di rappresentazione è considerato un diritto d’autore e, quindi, il consenso del titolare dei diritti d’autore è necessario. In Italia, l’esistenza di tale diritto è invece controversa.