Digital Strategist per l’arte

    DIGITAL STRATEGIST PER L’ARTE

    Lo “Stratega” delle campagne di marketing online

    Art Rights Magazine in collaborazione con ArtBackers.Agency dedicano la prima rubrica al Marketing Culturale, alla scoperta delle strategie digitali per i professionisti dell’arte e i suoi protagonisti.

    La rubrica per conoscere in anteprima le tecniche, le metodologie e i segreti della comunicazione: una chiave di accesso al mondo dell’Arte 3.0   


    Il digital strategist è una figura polivalente, che si occupa di progettare e pianificare una campagna di digital marketing declinandola nei vari canali.

    Il Digital Strategist solitamente lavora con un team di professionisti come Social Media Manager, Web Analyst, Graphic & Web Designer e ha una grande capacità di visione di insieme.

    Il suo ruolo è di disegnarepianificare e monitorare l’andamento di una campagna di marketing. Conosce molto bene i canali di comunicazione digital ed è in grado di stabilire budget, obiettivi specifici e KPI, sempre rispettando la mission e i valori dell’azienda per cui lavora.

    Anche il mondo dell’arte comincia a prendere familiarità con questa figura: le grandi gallerie, come David Zwirner e Gagosian, ma anche i grandi artisti, hanno già una Digital Strategy ben definita, che punta ad aumentare l’engagement con i propri utenti e collezionisti.

    Come ogni strumento o figura derivante dal marketing tradizionale, anche il Digital Strategist deve avere delle competenze specifiche per il mondo dell’arte, che possono essere riassunte in 4 punti:

    -Conoscenza del prodotto artistico/culturale: mostre, eventi culturali, come anche l’opera d’arte in sé, devono essere pensati come dei “prodotti” che hanno leve specifiche legate ai valori intangibili quali emozioni e potenza dell’esperienza. Il Digital Strategist deve quindi basare l’intera campagna su queste leve.

    -I pubblici di riferimento: che possono variare da potenziali visitatori di una mostra/evento, quindi un pubblico abbastanza generico di art lovers, a collezionisti altamente profilati e targettizzati per interesse, precedenti acquisti, localizzazione geografica etc. Anche in questo caso è importante capire il loro comportamento nei confronti del prodotto/servizio culturale.

    -I canali: la campagna di marketing deve essere declinata su canali specifici che per il mondo dell’arte può voler dire: Sito web e relative call to action all’acquisto di biglietti/prodotti/servizi; Social Media per aumentare l’engagement con la propria communityEmail/Newsletter per fidelizzare o acquisire nuovi pubblici; Piattaforme online, Viewing Rooms, Virtual Rooms per offrire un’esperienza unica. 

    KPI qualitativi: come abbiamo già spiegato in un nostro precedente articolo, gli indicatori di performance utili a misurare i risultati di una determinata campagna, devono tenere conto della qualità del prodotto culturale, quantificabili attraverso soddisfazione del pubblico, recensione su riviste specialistiche etc.

    Il Digital Strategist per l’arte, oltre ad avere delle competenze tecniche e di leadership, deve quindi conoscere a fondo anche il sistema dell’arte, con i suoi pubblici e i suoi professionisti, essendo un mondo che segue delle regole e delle leve molto specifiche.

    Photo Credits: Uffici JWT ad Amsterdam

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