In Corea del Sud l’arte paga le tasse: il caso degli eredi Samsung

    In Corea del Sud l’arte paga le tasse: il caso degli eredi Samsung

    Cifre da capogiro e scandali familiari. Quale sarà il destino della collezione di Lee Kun-Hee?

    Gli eredi di Lee Kun-Hee, patriarca del colosso Samsung, uomo più ricco della Corea del Sud e appassionato collezionista d’arte deceduto lo scorso ottobre, dovranno pagare una fattura d’ imposta di successione dalle cifre astronomiche: $11 miliardi su un patrimonio totale di $20 miliardi, vale a dire circa il 50% dell’intero asse ereditario.

    Si tratta di una notizia che arriva in un momento molto delicato per questa potente famiglia, colpita recentemente da due scandali: la pena detentiva di due anni e mezzo che l’erede e attuale capo Lee Jae-yong sta scontando a causa di una condanna per corruzione e appropriazione indebita, e il tentativo recente della famiglia di saldare le spese legali relative a questo processo con il solo patrimonio della collezione.

    Il versamento al fisco da parte degli eredi avverrà in cinque anni, poiché secondo l’Ocse si tratterebbe della cifra più alta del Paese e al mondo: «è tre o quattro volte il gettito incassato nel settore dal governo sucoreano lo scorso anno», ha confermato la famiglia Lee.

    Sempre per questo motivo, il pagamento allo Stato non avverrà solo attraverso la moneta, ma anche attraverso la cessione di beni.

    La collezione d’arte di famiglia quindi, composta da più di 23mila opere, verrà donata ai musei statali del Paese.

    Tra queste, ci sono dipinti di celebri autori dell’arte occidentale tra cui Monet, Dalì, Gauguin, Mirò, Picasso, Basquiat, Chagall e Warhol oltre che pezzi unici di artisti coreani, oggetti di antiquariato e opere letterarie di scrittori nazionali.

    Tra i pezzi importanti della collezione figurano opere come la scultura di Alberto Giacometti del 1960, Tall Woman III, e un dipinto di Francis Bacon, Figure in a Room, del 1962, che secondo il Korea Economic Daily valgono rispettivamente 140 milioni e 133 milioni di dollari.

    Nello specifico, 14 tra queste opere di Monet, Chagall e Picasso coinvolte nella donazione e considerate “tesori nazionali” secondo notizie di stampa sudcoreane, saranno donate ed esposte in modo permanente al Museo Nazionale della Corea del Sud e al Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea.

    La cessione delle opere, secondo la famiglia, confermerà la “passione di Lee per l’arte” e “la sua fede nell’importanza di trasmettere il nostro patrimonio culturale alle nuove generazioni”.

    Certamente la donazione di opere è fondamentale per consentire a Musei e Istituzioni di crescere ed evolversi. Prima di qualsiasi movimentazione delle opere, è però necessario che il collezionista controlli la documentazione di ogni singola opera, in modo tale da far fronte preventivamente a qualsiasi eventuale problematica.

    Con Art Rights, piattaforma a supporto delle attività di gestione e certificazione delle opere di Artisti, Collezionisti, Fondazioni e Professionisti dell’Arte, è possibile creare un Archivio Digitale delle opere, raccogliendo ogni informazione, documento e passaggio in modo semplice e in totale sicurezza.

    Grazie alla tecnologia Blockchain e a un sofisticato sistema di Validazione da parte di utenti terzi Art Rights offre la possibilità di creare gli Attestati Art Rights, veri e propri Passaporti dell’opera d’arte per creare una Catena di Valore a tutela della qualità e autenticità dell’opera d’arte.

    E tu, sei pronto a donare le tue opere d’arte?

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