Intervista a Luca Beatrice, Capo Giuria della Pittura di Art Rights Prize

    Le Interviste di Art Rights Prize

    Intervista a Luca Beatrice, Curatore e Critico d’Arte – Capo Giuria della Pittura di Art Rights Prize

    Art Rights Magazine, Media Partner di Art Rights Prize il primo Premio Digitale Internazionale per Artisti 3.0, presenta ogni settimana i Giudici che compongono la Giuria di Esperti del Sistema e del Mercato dell’arte.

    Nell’ottica di confronto e incontro tra Artisti e Professionisti dell’Arte, la Giuria di Art Rights Prize vanta la partecipazione di 15 Giudici che offrono in anteprima la visione personale e professionale sull’importanza dei Premi d’Arte, i consigli sulle migliori modalità di presentare la propria candidatura insieme alle motivazioni che dovrebbero spingere un artista a partecipare ad un premio d’arte.

    La partecipazione ad un Premio d’Arte per un Artista diventa una vera e propria SFIDA. Andare oltre le pareti del proprio atelier, varcare la soglia della sicurezza, per entrare nel mondo dell’arte e dei professionisti, pronti ad accogliere con occhio critico e attento le novità.

    Per questo secondo Luca Beatrice, Curatore e Critico d’Arte tra i più conosciuti, scelto nel 2009 per curare il Padiglione Italia alla 53ª Biennale d’Arte di Venezia e autore di testi critici su artisti come Mario Schifano e Mimmo Rotella, con grande attenzione alla nuova generazione di artisti, questi ultimi devono avere il coraggio di mettersi in gioco.

    Con la partecipazione ad un premio d’arte, con l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione del web e dei social network, che aprono sempre di più ad un pubblico globale, gli Artisti oggi più che mai, possono sfruttare le occasioni che vengono offerte e promuovere al meglio la propria arte a supporto della carriera.

    In questa intervista come Capo Giuria della Pittura per Art Rights Prize, Luca Beatrice racconta cosa si aspetta di trovare nelle candidature degli artisti e molto altro… 

    Luca Beatrice

    Luca Beatrice nasce nel 1961 a Torino, dove vive.

    Docente in storia dell’arte all’Accademia Albertina di Torino, allo IAAD di Torino e docente di arte e cultura contemporanea di Milano. Critico d’arte e curatore di mostre, collabora alle pagine culturali de Il Giornale, scrive inoltre su Tuttosport e Linkiesta.

    Nel 2009 è stato scelto come curatore del Padiglione Italia alla 53ª Biennale d’Arte di Venezia.

    Il suo ultimo libro è stato pubblicato nel maggio 2020, dal titolo “Arte è libertà? Censura e censori al tempo del web” per Giubilei Regnani.

    A Gennaio 2021 è prevista la pubblicazione di “Da che arte stai? Dieci lezioni per capire il contemporaneo” (Rizzoli)

    1.Per Lei, che importanza ha un Premio d’Arte nella carriera di un’artista?

    Un premio è innanzitutto una sfida, il coraggio di mettersi in gioco, far uscire il proprio lavoro dallo studio per confrontarsi con il mondo. Molti artisti importanti hanno cominciato così i primi passi della loro carriera, alcuni sono andati benissimo, altri meno ma ciò che conta è la possibilità di farsi conoscere e da quando c’è il web le possibilità sono indubbiamente aumentate.

    2.Cosa consiglierebbe ad un artista che vuole partecipare ad un Premio d’Arte?

    Di guardarsi intorno e di partecipare a quelli che ritiene più adatti a rappresentarne il lavoro.

    I premi non sono tutti uguali ma certo oggi, insieme a bandi e application, sono un’importante alternativa al sistema “fisico” delle fiere e delle mostre.

    3. Quali sono i fattori che tiene in considerazione nel giudicare una candidatura per un Premio d’Arte?

    Un’opera che abbia ambizione di essere inclusa nella contemporaneità deve saper dialogare con la cultura del suo tempo.

    Un’opera non nasce mai per caso, è frutto bensì delle relazioni tra le cose.

    L’arte è un rapporto, diceva Roberto Longhi.

    Una necessità, aggiungerei. Personalmente non amo chi lavora troppo sulla cronaca quanto chi dal presente si vuole discostare, forse per paura. E poi, per fortuna, c’è l’effetto sorpresa, ciò che non ti aspetti e te lo trovi davanti.

     

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