La Collezione Farnesina

    LA COLLEZIONE FARNESINA

    Una collezione che racconta a tutto il mondo la storia dell’arte italiana del Novecento

    La Collezione Farnesina è la raccolta d’arte contemporanea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

    Nasce nel 2000 per volontà dell’allora Segretario Generale Umberto Vattani, con l’obiettivo di documentare e valorizzare l’Arte Italiana di Primo e Secondo Novecento.

    Oggi la raccolta conta quasi cinquecento opere: in parte con opere degli anni Cinquanta e Sessanta e con altre di altissimo profilo che raccontano l’evolversi dell’arte italiana da inizio Novecento a oggi. 

    La Collezione, infatti, offre uno spaccato sui movimenti che hanno animato la scena artistica e culturale italiana della prima metà del XX secolo, come il Futurismo di Boccioni e la Metafisica di de Chirico, così come del secondo dopoguerra, come l’arte informale di Burri e lo spazialismo di Fontana.

    Ugualmente documentati gli svolgimenti della seconda metà del XX secolo, come l’Arte Povera del trio Kounellis, Merz, Paolini; il pop di Rotella e Schifano; l’arte concettuale di Manzoni e la percettiva di Bonalumi. 

    L’intero progetto è basato sul comodato d’uso gratuito, una formula di prestito temporaneo che prevede il prestito gratuito di un’opera per un periodo da parte di artisti o loro eredi, così come prestigiose istituzioni museali, gallerie e fondazioni.

    Inizialmente le opere erano collocate nei luoghi aperti, negli atri, nello Scalone d’Onore e nei corridoi degli spazi del ministero. Crescendo sempre di più la collezione ha trovato poi spazio anche nelle sale di rappresentanza, di riunione e negli uffici in cui operano i diplomatici. 

    In questo modo il Ministero degli Esteri può raccontare e promuovere l’arte italiana, con le sue trasformazioni, a livello internazionale poiché fruita da una importante rete di ambasciate, consolati e Istituti di Cultura provenienti da tutto il mondo.

    Nel 2019 la Collezione ha compiuto 20 anni, acquisendo nuove opere di artisti come Burri, Pascali, Zorio, Calzolari, ma anche di giovanissimi, che rappresentano il futuro dell’arte italiana, come Luca Pozzi e Emanuela Becheri.

    Per una collezione così importante che costantemente si arricchisce di nuove opere diventa indispensabile  avere un archivio digitale, per avere uno storico sempre completo e aggiornato con tutte le informazioni sulle opere d’arte che fanno parte, seppur temporaneamente, della collezione.

    Tra gli strumenti utili per l’archiviazione delle opere d’arte troviamo Art Rights, piattaforma che offre ai professionisti così come ai collezionisti, l’opportunità di documentare, in completa privacy, anche il comodato d’uso gratuito delle opere d’arte con oltre 200 campi compilabili all’interno dell’Attestato Art Rights, il primo e vero “Passaporto dell’opera d’arte”

    Photo credits: MAECI – Ministero degli Affari Esteri. Sala Forma. Photo Giorgio Benni

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