Art Wealth Management: arte come investimento

    ART WEALTH MANAGEMENT: ARTE COME INVESTIMENTO

    Oggi l’arte è un “passion asset”, sempre più legata alla gestione patrimoniale.

    Al giorno d’oggi è normale parlare della collezione d’arte come parte del patrimonio di un collezionista, ma non è sempre stato così.

    Infatti la consapevolezza che anche l’Arte possa essere considerata un asset parte del proprio patrimonio è diventato realtà negli ultimi anni, come registrato dai numerosi report Art&Finance di Deloitte, quando le richieste di consulenza sulla gestione e valorizzazione dei beni da collezione hanno iniziato a raggiungere professionisti come wealth manager, family officer e private banker.

    Questi servizi prevedono una gestione su misura del patrimonio, attraverso consulenze finanziarie, servizi di contabilità, pianificazione legale e fiscale racchiusi nel Wealth Management.

    Ma qual è il rapporto dell’Arte con il Wealth Management?

    Il cosiddetto Art Wealth Manager oggi vale 2 miliardi di dollari, ed è in continua crescita! 

    Quindi come mai il mondo del Wealth Management è stato a lungo riluttante nell’includere l’arte nella gestione patrimoniale?

    Il motivo ce lo spiega l’ultimo report che Deloitte ha condotto con ArtTactic.

    Fra le principali preoccupazioni espressa dal Wealth Management emergono la poca trasparenza del mercato dell’arte, la regolamentazione ancora frammentaria, la carenza di expertise e non ultimo anche la mancanza di supporto da parte delle realtà leader del settore.

    Nonostante le iniziali difficoltà e pregiudizi, la situazione oggi è decisamente migliorata: i bisogni dei collezionisti sono stati finalmente accolti e la costante crescita di attenzione nei confronti di servizi specifici dedicati all’arte rappresenta un trend ormai consolidato.

    Sempre secondo il report Deloitte, l’86% dei gestori patrimoniali interpellati dichiara di includere nei servizi offerti la gestione di beni artistici e da collezione in risposta alla volontà espressa dagli stessi collezionisti (81%) sia di essere guidati in questa direzione che di avere report consolidati. 

    Oggi si assiste non solo alla rivalutazione dell’arte come asset patrimoniale ma ad un vero e proprio cambio di prospettiva da parte dei gestori: i wealth manager vogliono estendere la loro offerta di consulenza con ulteriori servizi quali la valutazione delle opere d’arte, l’art advisory, la gestione delle collezioni, la consulenza sugli aspetti regolamentari ed ereditari. Tutto questo come conseguenza dell’affermazione di una visione “cliente-centrica” che prevede la pianificazione di servizi per consolidare e rafforzare la relazione con i collezionisti.

    Infine, va sottolineato quanto un’attenta attività di catalogazione digitale sia fondamentale nella definizione di strategie di pianificazione, poiché garantisce che la collezione sia ordinata e aggiornata con tutta la documentazione relativa alla storia, alle valutazioni, ai passaggi di proprietà, alla movimentazione, al prestito, allo stato di conservazione e all’assicurazione delle opere. 

    Se guardiamo alle esigenze dei collezionisti in merito ai servizi richiesti per la gestione patrimoniale, risulta evidente quanto i mondi dell’arte e della finanza si stiano influenzando a vicenda, portando in entrambi gli ambiti dinamiche e richieste di competenze totalmente nuove rispetto al passato, che comportano quindi nuove opportunità lavorative e di crescita.

    E tu, sei pronto a gestire al meglio la tua raccolta d’arte?

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