Il restauro delle opere di Street Art

    PRATICA INVASIVA OPPURE OPPORTUNITA’ PER L’ARTE CONTEMPORANEA?

    Il restauro o la conservazione della Street Art sono pratiche prese in considerazione solo recentemente.

    Quando, come e perché sono da attuare?

    Nella definizione ampia di Street Art sono comprese forme d’arte diverse che intervengono nei contesti stradali e urbani pubblici in modo del tutto spontaneo, ma dalla natura temporale effimera.

    Infatti la nascita di opere di Street Art spontanee o su commissione presenta delle differenze:

    • per le opere realizzate senza commissione, spesso il contesto illegale in cui nascono, non prevede o non viene considerato dall’artista il risanamento o la preparazione dei muri appartenenti ad edifici in degrado e scelti più per la loro forma e visibilità, inoltre sono soggette al degrado dovuto al contesto ambientale così come al tempo;
    • per le opere su commissione ecco invece che la volontà di durata dell’opera si considera in vista della realizzazione del progetto, per questo si affida all’artista la scelta del luogo e del muro, la qualità delle vernici e degli altri materiali, così come l’attuazione nel tempo di buone pratiche di conservazione per il rallentamento del deterioramento

    Sulle possibilità e i limiti del restauro dell’arte urbana lo Studio Legale Associato Negri-Clementi di Milano ha pubblicato il primo volume del 2020 di “Art&Law” interamente dedicato alla Street Art.

    Tra i principali danni che può subire un’opera d’arte urbana ci sono:

    • Cedimento del muro
    • Strappi non autorizzati per fini di vendita, come per le opere dello street artist Banksy
    • Alterazione del colore delle vernici che va dallo sbiadimento fino al viraggio

    Se in alcuni contesti il deterioramento stesso dell’opera viene considerato un valore aggiunto, oggi anche l’arte urbana diventa suscettibile di conservazione e in estrema necessità di restauro.

    Se applicata, la pratica di restauro della Street Art dovrà tenere in considerazione il concetto di “intervento minimo” sull’opera, utilizzando quindi materiali a bassa resistenza e ritrattabili, garantendo così il processo trasformativo nel rispetto della dinamica, insieme all’intenzionalità e al messaggio dell’artista.

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