Intervista a Alessandro GUERRINI – Amministratore Delegato Art Defender – ProfessioneARTE

    Le Interviste di ProfessioneArte.it

    Lui è Alessandro Guerrini Amministratore Delegato di Art Defender e Art Defender Insurance.

    Cinque domande per conoscere in anteprima i grandi  professionisti dell’arte, le quotidiane sfide da affrontare, le scelte che hanno determinato il loro percorso nel sistema e nel mercato dell’arte, i cambiamenti all’insegna del digitale e i consigli per chi desidera intraprendere la stessa carriera in collaborazione con ProfessioneARTE.it.

    Da una passione può nascere la professione di una vita. Alessandro Guerrini svela il suo percorso nel mondo dell’arte, dall’esordio alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, per avvicinarsi al mercato dell’arte e a quello dei suoi servizi, settore sempre più in espansione.

    Una spiccata sensibilità per l’arte, insieme a professionalità e competenza sono peculiarità che non possono mancare in chi affianca i collezionisti, supportandoli nella gestione e protezione delle loro opere d’arte.

    Oggi Alessandro lavora affinché ci sia una maggiore consapevolezza sull’importanza che i servizi per l’arte ricoprono sempre di più per il mondo dell’arte, servizi che attivano un valore economico pari a oltre 20 miliardi di dollari.

    Per lui determinazione, studio e aggiornamento non possono mai mancare in un mercato come quello dell’arte tanto affascinante quanto selettivo, oggi più che mai in piena rivoluzione digitale.

    Alessandro Guerrini – Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone

    Alessandro Guerrini (Bologna, 1978) è Amministratore Delegato di Art Defender S.r.l. e della società controllata Art Defender Insurance S.r.l.

    Si laurea in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali all’Università Ca’ Foscari di Venezia e successivamente, vincendo una borsa di studio, consegue il Master in Marketing per le Imprese di Arte e Cultura presso l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

    1. Come è iniziato il suo percorso nel mondo dell’arte?

    Posso dire sia iniziato da bambino. I miei genitori mi hanno trasmesso una spiccata sensibilità verso l’arte: è senz’altro da lì che è nato il desiderio di farne una professione.

    Nel 2003 ho iniziato a lavorare alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, una realtà straordinaria di cui conservo un ricordo davvero indelebile.

    Successivamente ho deciso di avvicinarmi al mercato dell’arte e al settore dei servizi per i collezionisti: concluse un paio di esperienze in altrettante società di consulenza, sono entrato in Open Care e – dopo quasi dodici anni e dopo aver raggiunto la funzione di vertice – sono arrivato in Art Defender, affascinato dal progetto di Alvise di Canossa, suo presidente e fondatore.

    2. Come descriverebbe la sua professione oggi?

    Innanzi tutto mi ritengo molto fortunato: posso fare un lavoro coerente al mio percorso formativo e, soprattutto, ho la possibilità di fare qualcosa che mi diverte e mi appassiona.

    Ciò che facciamo, in Art Defender, è affiancare i collezionisti per aiutarli a gestire al meglio le proprie opere d’arte, che sono al contempo passioni, ma anche investimenti da tutelare e proteggere.

    3. Come è cambiata nel tempo la sua professione?

    La sensibilità verso l’arte, intesa anche come investimento da gestire avvalendosi di professionalità e competenze specialistiche, oggi è senza dubbio più diffusa, rispetto a 15 anni fa quando mi sono avvicinato a questo settore.

    Allora era necessario “creare” una domanda di servizi e spiegare ai potenziali utilizzatori i benefici che ne potevano trarre.

    Oggi il settore è più maturo: l’offerta è più ampia e il mercato più consapevole e ricettivo.

    La vera sfida, adesso, è far percepire a chi ancora non ti conosce la qualità dei servizi e far emergere il valore aggiunto che sei in grado di portare rispetto ai competitor.

    4. Che impatto sta avendo il digitale nel suo settore?

    Fortunatamente, ho assistito in questi anni ad un progressivo avvicinamento del settore al mondo “digital”.

    Noi stessi in Art Defender cerchiamo di coglierne e sfruttarne tutto il potenziale, sia nell’operatività – per semplificare le operazioni che svolgiamo quotidianamente – sia nella comunicazione, per raccontare quanto facciamo e quello che distingue la nostra offerta.

    Tuttavia, se guardo più in generale al settore in cui operiamo, vedo anche tante resistenze ad una ulteriore diffusione degli strumenti che la tecnologia mette a disposizione: in parte penso sia una resistenza – comune a tutti gli ambiti – dovuta alla difficoltà di accettare che alcune professionalità e alcuni modi di lavorare non sono più compatibili con il tempo in cui viviamo.

    Ma penso che le resistenze al digitale abbiano molto a che fare anche con l’irrinunciabile componente “social” del mondo “reale” e, naturalmente, con la trasparenza e la riduzione dell’asimmetria informativa che la tecnologia può portare al sistema.

    5. Cosa consiglierebbe a un giovane che vuole intraprendere la sua professione?

    Certamente di rimboccarsi le maniche e di studiare con grande determinazione per poter accedere con successo ad un mercato tanto affascinante quanto selettivo.

    Al tempo stesso consiglierei di valutare attentamente ogni occasione e opportunità: a mio avviso, i percorsi professionali, nel settore dell’arte, spesso non seguono iter predeterminati e consolidati.

    La costruzione attenta del proprio profilo professionale – anche con esperienze, competenze e contaminazioni “inedite” – può rappresentare un grande vantaggio competitivo sul mercato del lavoro!

    Anche Alessandro Guerrini è su ProfessioneARTE

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    Questa intervista è stata realizzata in collaborazione con ProfessioneARTE.it, la prima community dedicata alla formazione, aggiornamento e orientamento verso le professioni dell’arte.

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