Intervista a Marco Rubino, Capo Giuria della Street Art di Art Rights Prize

    Le Interviste di Art Rights Prize

    Intervista a Marco Rubino, Partner di Community, Contemporary & Street Art Contributor Forbes Italia – Capo Giuria della Street Art di Art Rights Prize

    Art Rights Magazine, Media Partner di Art Rights Prize il primo Premio Digitale Internazionale per Artisti 3.0, presenta ogni settimana i Giudici che compongono la Giuria di Esperti del Sistema e del Mercato dell’arte.

    Nell’ottica di confronto e incontro tra Artisti e Professionisti dell’Arte, la Giuria di Art Rights Prize vanta la partecipazione di 15 Giudici che offrono in anteprima la visione personale e professionale sull’importanza dei Premi d’Arte, i consigli sulle migliori modalità di presentare la propria candidatura insieme alle motivazioni che dovrebbero spingere un artista a partecipare ad un premio d’arte.

    Nutrire una passione per l’arte significa non solo collezionarla, ma anche diventarne supporter, in particolare della giovane arte. 

    Marco Rubino, Partner di Community – una della principali società di consulenza di Comunicazione a livello europeoCollezionista e Contributor per Forbes Italia è alla costante ricerca di nomi (ancora) non del tutto mainstream, ma con una forte carriera artistica ben avviata come CbHoyo, Helena Margrét, Dot Pigeon, MrDoodle,  Andrea Crespi, Jhon Paul Fauves e Ktnepiz. 

    La sua collezione è eclettica, ma segue due direttrici: il suo gusto unito a quello di sua moglie Valentina, insieme ad un’attenta ricerca tra fisico e digitale. 

    Da comunicatore, è attratto oltre che dall’aspetto estetico, soprattutto dall’idea creativa di ogni opera che accoglie nella propria collezione, dove mixa pezzi Street Art di Ron English, Cartrain, Pure Evil, Banksy, Obey o BenEine, a opere uniche o limited edition di esponenti dell’Arte Contemporanea come Giampiero Romanó, Kaws, Francesco De Molfetta e Emilio Isgrò oppure sketch unici come quello realizzato per lui da Alec Monopoly. 

    Nel suo scrigno c’è spazio anche per la fotografia, prevalentemente in bianco e nero, come gli scatti di Elliott Erwitt o Alison Jackson, oppure quelli dai colori saturi di Steve McCurry. 

    Una categoria che lo diverte sono gli art toy: Kaws, Murakami, le edition per Seletti di Maurizio Cattelan e le mitiche pumpkins di Yayoi Kusama

    Attivissimo sui social network, su Instagram si è dato una regola: pubblicare foto di opere d’arte in grado di emozionare e di catturare attenzione tale da interrompere il consueto flusso mentale. 

    Oggi in qualità di Capo Giuria della Street Art per Art Rights Prize Marco Rubino racconta l’importanza di una candidatura per un premio d’arte, il valore nella carriera di un’artista e ciò che vorrebbe leggere…

    Marco Rubino

    Partner di Community e Contemporary & Street Art Contributor Forbes Italia

    In Community dal 2003, Marco possiede una profonda esperienza nella comunicazione finanziaria e nelle Litigation PR

    Per Community gestisce la comunicazione di prestigiose società italiane e internazionali supportandole nelle operazioni di finanza ordinaria e straordinaria. L’esperienza maturata in Community si completa con la gestione della comunicazione corporate per alcune delle principali multinazionali attive in Italia. 

    Nei primi mesi del Covid insieme a due galleristi – Marcello Polito e Nicoló Stabile – ha dato vita come curatore alla prima asta benefica di Arte Contemporanea e Street Art a favore degli ospedali Sacco di Milano e Cotugno di Napoli.

    Un modo per dimostrare come anche l’arte può essere utile al prossimo. L’attenzione per il sociale – Marco siede nel board di Fondazione Laps, Onlus fondata da Lapo Elkann e dell’Advisory Board di Reputation Science – è insieme all’arte e ai viaggi una delle sue passioni. 

    Dal 2018 è contributor per la Contemporary & Street art per Forbes Italia.

    1.Per Lei, che importanza ha un Premio d’Arte nella carriera di un’artista?

    Un premio ha una valenza diversa a seconda della fase in cui si trova un artista. 

    Se sta muovendo i primi passi il premio rappresenta un’occasione di visibilità grande, a prescindere dall’esito della gara. 

    Nel caso di un artista più maturo, invece, il premio può rappresentare un riconoscimento oggettivo dei propri sforzi.

    In ogni caso il premio è un modo in cui confrontarsi, non bisogna mai temere la competizione, il giudizio esterno se sano può essere molto costruttivo.

    2.Cosa consiglierebbe ad un artista che vuole partecipare ad un Premio d’Arte?

    In primo luogo consiglierei di credere sempre nel proprio sogno a prescindere dall’esito della competizione.

    Poi di presentare l’opera che più delle altre rappresenta il suo pensiero artistico, non per forza quella che pensa possa piacere di più alla giuria. 

    3. Quali sono i fattori che tiene in considerazione nel giudicare una candidatura per un Premio d’Arte?

    Sono quattro i principali fattori che considero: l’emozione che è in grado di generare, il pensiero che l’ha ispirata, l’originalità dell’idea creativa e il messaggio che l’opera comunica.

    So perfettamente che l’emozione è un elemento soggettivo e che quindi alcuni potrebbero non condividere questo metro di giudizio, ma penso che oggi – alla luce del fatto che ognuno di noi è esposto a una grande produzione di opere d’arte – sia necessario soffermarsi sull’emozionalità. 

    Ci si ricorda più facilmente l’ultima opera vista o l’ultima che ci ha comunicato qualcosa?

    Infine, tenderò a orientare la mia scelta verso un artista che dimostri di avere preparazione e non l’improvvisatore.

     

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