Intervista a Marta Giani, Giudice della Pittura di Art Rights Prize

    Le Interviste di Art Rights Prize

    Intervista a Marta Giani, Director e Head of Sale di Sotheby’s Italia – Giudice della Pittura di Art Rights Prize

    Art Rights Magazine, Media Partner di Art Rights Prize il primo Premio Digitale Internazionale per Artisti 3.0, presenta ogni settimana i Giudici che compongono la Giuria di Esperti del Sistema e del Mercato dell’arte.

    Nell’ottica di confronto e incontro tra Artisti e Professionisti dell’Arte, la Giuria di Art Rights Prize vanta la partecipazione di 15 Giudici che offrono in anteprima la visione personale e professionale sull’importanza dei Premi d’Arte, i consigli sulle migliori modalità di presentare la propria candidatura insieme alle motivazioni che dovrebbero spingere un artista a partecipare ad un premio d’arte.

    Suscitare il desiderio di andare oltre l’immagine di un’opera per approfondire la conoscenza dell’artista. 

    Questo è il desiderio di Marta Giani, Director e Head of Sale di Sotheby’s Italia, che ricopre il ruolo di Giudice della Categoria Pittura per Art Rights Prize. 

    Seppure la sua professione la porti a interfacciarsi con il Secondo Mercato delle case d’asta, non manca l’attenzione di Marta alle giovani generazioni di Artisti, per le quali si augura sempre che pur avendo una conoscenza del panorama artistico contemporaneo, sappiano far prevalere la propria personale ricerca artistica.

    Marta Giani

    Marta Giani, Director, Esperta del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea, lavora con Sotheby’s Italia dal 2006. Dopo una prima esperienza nel campo delle fusioni e acquisizioni d’azienda immediatamente dopo la laurea, ha collaborato con il Museo di Palazzo Reale a Milano in occasione delle mostre temporanee. 

    Ha maturato una significativa esperienza nel settore del restauro dell’arte contemporanea e nel 2004 ha iniziato la sua collaborazione con la storica casa d’aste Finarte

    Nel 2006 si unisce al team di Sotheby’s a Milano, dove inizia la carriera come Junior Specialist per il dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea. 

    Sempre in stretto contatto con i colleghi di Londra, Parigi e New York per le valutazioni e le aste internazionali, dal 2012 è Deputy Director e fulcro del dipartimento milanese. 

    Dal 2016 è stata promossa Co-head of Sale delle vendite milanesi di Arte Moderna e Contemporanea: ha orchestrato a maggio 2017 la vendita della collezione internazionale “White VS Color”. Da giugno 2018 è diventata Head of sale delle vendite milanesi di Arte Moderna e Contemporanea.

    1.Per Lei, che importanza ha un Premio d’Arte nella carriera di un’artista?

    A mio parere per un artista, specialmente se giovane, il fatto di partecipare a un premio d’arte puó essere un’esperienza molto positiva e costruttiva.

    In primo luogo perché affina le capacità di concentrazione e sintesi della propria ricerca, ma soprattutto perché gli permette di comparare e misurare le proprie capacità ed idee con artisti provenienti da diverse aree geografiche e con background differenti.

    2.Cosa consiglierebbe ad un artista che vuole partecipare ad un Premio d’Arte?

    Penso che sia importante per un artista che decide di partecipare ad un Premio d’Arte di mantenere un atteggiamento umile e costruttivo ed una mentalità aperta.

    Inoltre è fondamentale che abbia lo stimolo di conoscere ed approfondire ció che lo circonda. I musei sia locali, sia di grande affluenza, le mostre temporanee in gallerie d’arte in Italia e all’estero, le fiere nazionali ed internazionali e le aste sono tutti aspetti altrettanto essenziali di un sistema che l’artista deve conoscere per completare la sua formazione e definire il proprio stile.

    In epoca di pandemia, con le limitazioni a cui siamo costretti sia in termini di spostamenti, sia per quanto concerne la reperibilità dei contenuti è evidente a tutti che il mezzo digitale è diventato imprescindibile.

    3. Quali sono i fattori che tiene in considerazione nel giudicare una candidatura per un Premio d’Arte?

    Da una parte il gusto personale è imprescindibile, ma penso sia molto importante non fermarsi a questo criterio.

    Le opere d’arte sono infatti il risultato di ricerche soggettive distanti tra loro e con motivazioni disparate e nella maggior parte dei casi non immediate.

    Il fatto che non sia di immediata comprensione  paradossalmente rende piú interessante l’opera d’arte contemporanea. Per quanto mi riguarda, prenderei in considerazione la candidatura di un artista se le sue opere suscitassero in me il desiderio di sapere di piú sulle ragioni di certe scelte o sull’utilizzo di certi materiali e tecniche espressive.

    Un altro criterio di giudizio dipende dalla propria conoscenza del panorama artistico contemporaneo: ricerche già viste, non originali o che ricalcano in modo vistoso il lavoro di artisti piú conosciuti e già affermati scoraggerebbe una proposta di candidatura.



     

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