Intervista a Serena Tabacchi, Capo Giuria di Arte Digitale di Art Rights Prize

    Le Interviste di Art Rights Prize

    Intervista a Serena Tabacchi, Founder di MoCDA Museum of Contemporary Digital Art – Capo Giuria di Arte Digitale di Art Rights Prize

    Art Rights Magazine, Media Partner di Art Rights Prize il primo Premio Digitale Internazionale per Artisti 3.0, presenta ogni settimana i Giudici che compongono la Giuria di Esperti del Sistema e del Mercato dell’arte.

    Nell’ottica di confronto e incontro tra Artisti e Professionisti dell’Arte, la Giuria di Art Rights Prize vanta la partecipazione di 15 Giudici che offrono in anteprima la visione personale e professionale sull’importanza dei Premi d’Arte, i consigli sulle migliori modalità di presentare la propria candidatura insieme alle motivazioni che dovrebbero spingere un artista a partecipare ad un premio d’arte.

     

    Negli ultimi anni e sempre di più hanno trovato spazio nel mondo dell’arte nuove modalità di espressione da parte degli artisti, insieme a inedite opere da esporre e collezionare.

    Ecco allora che l’Arte Digitale, più semplicemente opere realizzate con l’uso di computer e software, riproducibili su supporti digitali, hanno incontrato l’interesse di professionisti come Serena Tabacchi, Digital Entrepreneur e Founder di MoCDA – Museum of Contemporary Digital Art.

    Ma che cos’è MoCDA?

    Il Museo dedicato all’Arte Digitale Contemporanea nasce per portare conoscenza e maggiore attenzione sull’Arte e la Tecnologia per Artisti, Collezioni, Istituzioni e appassionati d’arte. E’ un museo che espone opere d’arte digitali allo scopo di documentare, collezionare e promuovere le opere, che non sono e non possono essere considerate un mero sottoprodotto di altri medium artistici, quanto una nuova modalità di dare vita all’Arte.

    Ma la Digital Art trova spazio anche nel fisico, fino al 30 Ottobre infatti a Roma è aperta la mostra RENAISSANCE 2.0 2.0”, curata da Eleonora Brizi di MoCDA, che presenta una panoramica sullo stato dell’arte digitale e dell’interazione tra arte e tecnologia grazie alle opere di sedici artisti.

    Serena Tabacchi

    In questa intervista Serena Tabacchi Capo Giuria della Digital Art per Art Rights Prize, racconta cosa si aspetta di trovare nelle candidature degli artisti e molto altro ancora…  

    Serena Tabacchi è una Digital Entrepreneur, curatrice e scrittrice. Ha lavorato alla TATE Modern di Londra ed è fondatrice e direttrice di MoCDA, Museum of Contemporary Digital Art.

    Impegnata nella ricerca e nello studio su come allestire e curare l’Arte Digitale in spazi virtuali online, Serena contribuisce regolarmente con articoli su Arte e Tecnologia per The Observer, ed è curatrice per la fiera d’arte digitale e contemporanea CADAF, con ultime edizioni a Miami e online insieme al Lumen Art Projects.

    Serena è ambasciatrice di Women and Inclusion presso Blockchain Game Alliance ed è organizzatrice di eventi e speaker per NTF London Meetup.

    1.Per Lei, che importanza ha un Premio d’Arte nella carriera di un’artista?

    Un premio per un artista può essere considerato un traguardo, una forma di riconoscimento a livello di critica e di talento. Vincere un premio è elevare un artista a un rango internazionale, il che spesso significa essere a un punto di inizio piuttosto che a una meta. 

    È una forma di ricompensa e incoraggiamento nei confronti del percorso creativo che si è svolto. 

    Allo stesso tempo è un modo per confrontarsi con altri artisti, vivere un’esperienza di sana competizione, portando l’autore dell’opera a relazionarsi col pubblico e a mettersi in gioco.

    2.Cosa consiglierebbe ad un artista che vuole partecipare ad un Premio d’Arte?

    Consiglierei di essere audace, di presentare un progetto in cui realmente crede e sul quale ha lavorato con entusiasmo.

    3. Quali sono i fattori che tiene in considerazione nel giudicare una candidatura per un Premio d’Arte?

    Tendo a guardare come l’artista esprime un concetto, come questo viene comunicato, e al modo in cui l’opera d’arte si manifesta.

    Amo l’arte digitale perché un campo in continua evoluzione, in cui gli artisti possono esplorare nuove forme d’arte, usando mezzi tecnologici in modo non convenzionale.

    Valuto molto questa tensione tra la sperimentazione materiale e quella digitale; la creatività del soggetto in connessione alla realtà che ci circonda e di cui facciamo parte.

     

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