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    Hivearium: il progetto NFT e metaverso completo di Roberto Giavarini

    Hivearium: il progetto NFT che unisce, musica, Arte digitale, letteratura e metaverso

    Infatti, Hivearium è un progetto NFT e metaverso nato dall’idea di un unico artista, che ha provveduto sia a  creare le opere virtuali che a comporre musiche, scrivere i testi letterari e ideare tutti i concetti e la forma organica del metaverso HIVE MIND. 

    Nel 2021, Giavarini ha formato il gruppo di lavoro Hivearium Cryptoart di cui è direttore artistico, costituito da esperti in 3D web design, sviluppo front end, sviluppo back end, marketing e consulenza finanziaria.

    Come funziona il metaverso di Hivearium

    In pratica, Hivearium nel tempo dropperà una grande quantità di NFT creati che rappresentano contenuti di opere d’arte, che si potranno visualizzare nel metaverso di Hive Mind.

    Ogni collezionista che acquista un NFT di Hivearium potrà vedere la sua opera nel metaverso di HIVE MIND, in modo da essere sempre parte integrante del progetto e della community e di avere visibilità per eventuali compravendite. 

    La musica è parte costitutiva del progetto. Giavarini ha composto l’inno di Hivearium THE HYMN OF BEES e ha composto 50 pezzi strumentali, ognuno metamorfosi dell’inno iniziale. Dal clavicembalo si passa al rock per giungere a pezzi sperimentali. L’inno è ascoltabile anche nel trailer di preview. Giavarini ha registrato la versione pianistica su un Bösendorfer imperiale, il pianoforte più bello al mondo, il cui valore è di oltre 200mila euro.

    Hivearium: l’opera in 3570 NFT di HIVE MIND MOTHER 

    Il progetto NFT di Hivearium consta della digitalizzazione dell’opera fisica HIVE MIND MOTHER, un dipinto eseguito a tecnica mista su tavola dallo stesso Giavarini, che ha fuso le tecniche della pittura antica a processi chimici di nuova generazione da lui stesso ideati.

    Questo dipinto è stato digitalizzato in 3D ad altissima risoluzione e frammentato in 2109 parti a forma esagonale, denominati L.O.D.A, diventati 2109 NFT. 

    Importante dire che comunque, il team prevede che anche l’opera fisica di HIVE MIND MOTHER sia venduta insieme al corrispettivo NFT.

    Solo su 50 NFT dei 2109 si troverà un QR CODE integrato che permetterà al collezionista di ricevere un altro speciale NFT in omaggio. 

    Il metaverso di Hive Mind

    Se il progetto non fosse già complesso così, Giavarini ha poi ideato anche il metaverso interattivo di HIVE MIND, uno spazio cosmico sinaptico nel quale ci si può immergere in un viaggio esplorativo alla scoperta di tutte le opere NFT, ognuna delle quali è una metamorfosi dell’opera principale. Il metaverso è fruibile anche in realtà aumentata (o AR) attraverso visore VR 360.

    L’arte instilla il senso di meraviglia:

    L’ARTE DI HIVEARIUM E’ GEOLOCALIZZATA ANCHE NELLO SPAZIO 

    100 opere denominate geoNFT REVELATIONS sono georeferenziate, cioè geolocalizzate in 100 luoghi specifici della terra e visibili tramite la realtà aumentata. Le coordinate sono legate indissolubilmente ai rispettivi NFT e quindi saranno inamovibili dal luogo in cui Giavarini ha deciso di esporle. Il pianeta terra diviene così un immenso museo a cielo aperto.

    L’idea supera i confini della Terra e supera il cielo: 

    1 opera seguirà la rotta della stazione spaziale internazionale così che gli astronauti a bordo potranno ammirarla.

    30 opere sono geolocalizzate in 30 punti precisi sulla Luna.

    1 opera è esattamente geolocalizzata al centro del Sole.

    20 opere sono geolocalizzate in 20 luoghi del pianeta Marte.

    Quando l’umanità raggiungerà il pianeta rosso, le opere di Hivearium saranno lì sin da ora ad attenderla.

    Hivearium ha progettato il proprio planetario. Dal cellulare, è possibile identificare con estrema precisione la posizione della stazione spaziale, della Luna, di Marte e del Sole in ogni momento della giornata, mese ed anno.

    Da lì si potranno ammirare le opere NFT geolocalizzate sui corpi celesti. 

    Inoltre, nel metaverso di HIVE MIND, gli utenti potranno diventare musicisti, creando propri arrangiamenti della musica originale di Hivearium utilizzando il mixer specificamente progettato dal Hivearium Crypto Art per poi dropparli come opere originali in forma di NFT al fine di creare una vera e propria community di artisti legata al progetto.

    a cura di Amelia Tomasicchio

    I creatori di Bored Ape NFT denunciano un artista per plagio

    I creatori di Bored Ape NFT denunciano un artista per plagio

    L’azienda Yuga Labs, creators dei Bored Ape NFT, ha recentemente intentato una causa contro l’artista Ryder Ripps, reo di aver plagiato le celebri scimmie per trarne profitto personale.

    Yuga Labs ha infatti dichiarato che Ripps sta causando di proposito confusione tra i collezionisti NFT con il pretesto della satira, guadagnando oltre 5 milioni di dollari di profitti illeciti con i suoi RR/BAYC.

    Ripps avrebbe, secondo Yuga Labs, mintado e venduto copie identiche delle Bored Ape utilizzando gli stessi trademarks e informazioni di tracciamento per farle sembrare legittime, oltre a creare un profilo Twitter “imitazione” del progetto.

    D’altro canto, Ripps afferma che il suo è un progetto che usa “la satira e l’appropriazione per protestare ed educare le persone riguardo a The Bored Ape Yacht Club e alla struttura degli NFT” e che i suoi collectors sapevano benissimo che si trattava di una vera e propria parodia.

    “La copia non è satira, è un furto”, ha affermato Yuga Labs. “E mentire ai consumatori non è arte concettuale, è inganno”.

    Le accuse sono di violazione di marchio, pubblicità ingannevole, concorrenza sleale e cybersquatting (registrazione di domini Internet di nomi noti, spesso nella speranza di rivenderli con profitto) e Yuga Labs ha chiesto al tribunale di Los Angeles un’ordinanza che impedisse a Ripps di utilizzare i suoi marchi e un risarcimento non specificato in denaro.

    A breve sono attesi ulteriori sviluppi della vicenda!

    Source images courtesy Bored Ape Yacht Club

    The NFT Magazine: Giovanni Motta sulla copertina del nono numero

    The NFT Magazine: Giovanni Motta sulla copertina del nono numero

    Il crypto artista italiano Giovanni Motta è il protagonista della copertina del nuovo numero di The NFT Magazine, dedicato a NFT Anime Manga & Comics

    Giovanni Motta è il protagonista della copertina della ISSUE #09 di The NFT Magazine con drop pubblico previsto per il prossimo 2 luglio.

    L’artista è stato scelto direttamente dal Readers Club, la community di lettori della rivista che grazie al possesso delle precedenti cover, ha diritto di voto sia sulle tematiche proposte che sul cover artist. I “Readers” hanno potuto scegliere tra un pool di nomi di grande importanza nel panorama crypto.

    Il nuovo numero di The NFT Magazine sarà distribuito in edizione limitata di sole 666 copie con focus sui progetti NFT di Anime Manga & Comics.

    Ci saranno tanti approfondimenti su progetti come Punk Comics, DC Comics, ma anche interviste esclusive e insights sul tema.

    CHI È GIOVANNI MOTTA?

    Giovanni Motta (1971) è un artista di crypto arte veronese.

    Si diploma in ragioneria e comincia a lavorare per il settore pubblicitario. A 49 anni riscopre l’amore per l’arte e nasce il suo percorso artistico. 

    Si definisce un autodidatta. Le sue opere NFT sono l’incontro del passato rappresentato dal suo soggetto preferito – Jonny Boy, il suo bambino interiore – e del presente che si incarna nel mezzo, la crypto arte. 

    Conosce la crypto arte tramite i colleghi e amici Hackatao, tra ii primi crypto-artist, che gli hanno mostrato i fondamenti della filosofia di questo universo e gli hanno fatto conoscere la piattaforma SuperRare.

    Approcciare un mezzo così tecnologico per lui è stato naturale, da anni era passato dalla pittura e disegno a lavorare con programmi di modellazione e animazione 3D. 

    La sua ispirazione sono le grafiche psichedeliche dei videogame anni ’80 e gli artisti della secessione viennese. Influenze che si fondono in un’arte visivamente molto vicina all’estetica degli Anime che esplora la prospettiva di un bambino curioso che si affaccia sul mondo.

    LA COVER

    L’opera in copertina, intitolata “Metaborg” è totalmente inedita, realizzata dall’artista esclusivamente per la ISSUE #09 di The NFT Magazine e fa parte del progetto Metaborg – Fight to survive, innovativo Comic Book NFT scritto e disegnato dallo stesso Giovanni Motta.

    Chi acquisterà la ISSUE #09 di The NFT Magazine avrà quindi diritto a partecipare al drop del Comic Book previsto per il prossimo 7 Luglio sulla piattaforma Nifty Gateway, a mezzanotte ora italiana.

    L’innovativo drop sarà diviso in 3 opere d’arte, “NEVER NEXT”, “ALWAYS”, e “ALONE”, disponibili per un tempo limitato di 15/30 minuti e sarà aperto solo per le persone che hanno ottenuto la Whitelist, tra cui appunto i possessori della #09 Issue.

    COME ACQUISTARE THE NFT MAGAZINE?

    Come per i precedenti volumi, distribuzione e vendita sono scanditi in differenti momenti, con accesso prioritario agli holder che fanno parte del Readers Club, lettori che hanno acquistato le precedenti edizioni e per coloro che hanno sottoscritto l’abbonamento.

    Il prezzo di partenza per tutti è di 0.05 ETH + gas fee, con possibilità di acquistare anche in valuta FIAT come euro e dollari direttamente dal Newsstand di thenftmag.io.

    Le copie rimaste invendute saranno bruciate per assicurare la rarità dell’edizione.

    L’appuntamento per il Drop pubblico  è quindi per il 2 luglio 2022 alle 18:00 CET.

    E tu, sei pronto a leggere e collezionare il nuovo numero di The NFT Magazine? 

    Art Basel 2022: tutti gli eventi NFT della fiera d’arte

    Art Basel 2022: tutti gli eventi NFT della fiera d’arte

    Dal 16 giugno riparte Art Basel, tra le fiere d’arte più attese da gallerie e collezionisti, che anche quest’anno offre ampio spazio agli eventi NFT.

    A Basilea c’è fermento: oltre 289 gallerie provenienti da tutto il mondo si ritrovano in Svizzera per esporre la migliore arte e venderla a prezzi milionari.

    I corridoi degli stand nei giorni di apertura per i collezionisti VIP sono un via vai di persone: il desiderio di tornare in fiera è stato ampiamente dimostrato dalle prime vendite a sei cifre confermate.

    Impossibile non notare che tra gli stand compaiono anche i Non Fungible Tokens, mentre per tutta la settimana il calendario è ricco di eventi e talk dedicati a NFTs.

    Ecco l’elenco completo:

    16 giugno – online

    Per il suo programma di conferenze, Design Miami/Basel terrà una conferenza dedicata al collezionismo di NFT tra il dealer Hunn Wai, il lighting expert Federico Palazzari, il curatore Merel van Helsdingen e l’artista Alexis Christodoulou. 

    16 giugno alle 19 

    Presso l’Auditorium di Art Basel i membri del Congolese Plantation Workers Art League presenteranno le attività nel WEB3 con il progetto NFT per il recupero della scultura raffigurante Maximilien Balot, colonilista belga assassinato durante una rivolta negli anni 30. 

    18 giugno ore 17

    Ancora all’Auditorim di Art Basel è la volta di Marina Abramović, la quale presenta il suo primo progetto NFT chiamato “The Hero” mintato il giorno dopo su rete blockchain Tezos in collaborazione con CIRCA.

    Fino al 19 giugno 

    Un altro grande artista fa il suo ingresso nel web3: questa volta si tratta di Jeff Koons che insieme alla galleria Pace presenta presso lo stand di Art Basel una serie di sculture accompagnate dal proprio NFT.

    E tu cosa aspetti?

    La nuova edizione di Art Basel 2022 ti aspetta!

    Photo Credits: Art Basel

    A Zurigo è il momento di NFT ART DAY ZRH

    Il 12 giugno presso l’Auditorium della Kunsthaus di Zurigo inaugura la prima edizione di “NFT ART DAY ZRH”, evento dedicato all’incontro con speaker di tutto il mondo per parlare del fenomeno NFT nel mondo dell’arte.

    NFT ART DAY ZRH annuncia il programma della sua prima conferenza che si terrà domenica 12 giugno 2022 presso l’Auditorium della Kunsthaus di Zurigo. 

    Un evento che offre panel approfonditi sul rapporto tra arte e NFT, attraverso l’innovazione della tecnologia blockchain, della storia dell’arte digitale dal 1950, le sue prestazioni di mercato, e altre componenti di questo ecosistema complesso.

    NFT ART DAY ZRH è una collaborazione tra E.A.T. / Engadin Art Talks e Tokengate, con l’obiettivo di mettere in luce l’evoluzione della Crypto Arte all’interno della storia dell’arte digitale, e nella costruzione di un mondo con il mondo dell’arte tradizionale.

    In occasione della prima conferenza dell’NFT ART DAY ZRH, che ha l’ambizione di diventare un evento di portata mondiale e annuale, parteciperanno artisti, curatori, esperti di settore.

    Il curatore Hans Ulrich Obrist e il digital artist Refik Anadol per NFT ART DAY ZRH

    Tra questi Kevin Abosch, Refik Anadol, Justin Aversano, Georg Bak, Erick Calderon, Primavera De Filippi, Alex Estorick, Anika Meier, Hans Ulrich Obrist, Kenny Schachter e molti altri. 

    ​​Quattro talk esploreranno diversi argomenti relativi al campo dei Non Fungible Token tra cui un’introduzione al fenomeno NFT e il loro rapporto con il mondo dell’arte, il collezionismo e le nuove pratiche artistiche, insieme all’impatto che il settore artistico e i suoi protagonisti ha sul reale valore artistico degli NFT.

    Programma completo di NFT ART DAY ZRH

    2.30 p.m. Apertura

    3.00 p.m. – 3.05 p.m. Benvenuto

    3.05 p.m. – 3.15 p.m. Keynote Kenny Schachter

    3.15 p.m. – 4.00 p.m.

    On NFTs and the Value of Art moderati da Anika Meier with Kevin Abosch, Justin Aversano Georg Bak, Sarah Friend 

    4.00 p.m. – 4.10 p.m. Pausa

    4.10 p.m. – 4.50 p.m. NFTs and public art Hans Ulrich Obrist and Refik Anadol

    4.50 p.m. – 5.40 p.m. Collecting Digital Art moderati da Alex Estorick with Erick Calderon, Patrick Foret, Margit Rosen, Alfred Weidinger

    5.40 p.m. – 5.50 p.m. Pausa

    5.50 p.m. – 6.40 p.m. Impact NFTs moderati da Jonathan M. Ledgard with Privamera De Filippi, Penny Rafferty (da remoto), Laurent Sauveur, Paul Seidler

    Per partecipare all’evento – fisico o digitale – viene offerto uno sconto del 20% sui biglietti di accesso

    https://www.nftartday.com/tickets

    Codici sconto per l’evento fisico: TOKSAVE20

    Codici sconto per l’evento digitale: TOKSAVEON20

    A Lugano va in scena il Metaforum tra NFT e Metaverso

    Il 13 giugno presso il museo LAC di Lugano apre la prima edizione di “Metaforum”, evento dedicato all’incontro con speaker di tutto il mondo per parlare di NFT e Metaverso.

    Finlantern, in collaborazione con The Cryptonomist, presenta la prima conferenza a Lugano che parla di Crypto Arte, NFT e Metaverso.

    L’appuntamento è per tutti gli appassionati di crypto, ma anche per chi desidera approfondire le tematiche più attuali di questo settore insieme ai grandi professionisti.

    Oltre ad una parte con gli stand di sponsor e partner dell’evento, Metaforum avrà ben tre palchi dove si alterneranno speaker italiani ed internazionali con personalità forse mai viste in Europa, come il CEO e co-founder di SuperRare John Crain.

    Sul main stage non mancheranno nomi di punta come Andrea Concas, ideatore e founder di The NFT Magazine, o ancora Marco Montemagno influencer e imprenditore con MontyLab NFT, senza dimenticare l’attenzione verso la regolamentazione legale e fiscale insieme all’Avv. Massimo Simbula e al commercialista Stefano Capaccioli.

    Ampio spazio anche al Metaverso, con diversi panel che presenteranno le molteplici opportunità per brand, gaming e creativi insieme a ospiti d’eccezione come Alessandro De Grandi, Ceo di The Nemesis. 

    L’evento durerà un’intera giornata e si terrà al museo LAC, fronte lago, una location unica per affrontare temi più che mai attuali come metaversi, DeFi e blockchain oltre a Crypto Arte e NFT.

    Nel corso della giornata dedicata al Metaforum anche la Crypto Arte è di casa, grazie ad una mostra che presenta gli NFT di alcuni tra gli artisti più importanti della scena artistica come Skygolpe, Giovanni Motta, Federico Clapis, Dangiuz e molti altri.

    Per partecipare all’evento è possibile utilizzare i seguenti codici sconto per ottenere il 20% sui prezzi dei biglietti:

    • METAVIS22CRYPTONOMIST: coupon per biglietto visitor CHF 230 
    • METAVIP22CRYPTONOMIST: coupon per biglietto VIP CHF 390 
    • METASUP22CRYPTONOMIST: coupon per biglietto SuperVIP CHF 550

    The NFT Magazine: SKYGOLPE sulla copertina dell’ottavo numero

    The NFT Magazine: SKYGOLPE sulla copertina dell’ottavo numero

    Il crypto artista italiano SKYGOLPE è il protagonista della copertina del nuovo numero di The NFT Magazine, dedicato a NFT Archeology

    SKYGOLPE è il protagonista della copertina della ISSUE #08 di The NFT Magazine con drop pubblico previsto per il prossimo 2 giugno.

    L’artista è stato scelto direttamente dal Readers Club, la community di lettori della rivista che grazie al possesso delle precedenti cover, ha diritto di voto sia sulle tematiche proposte che sul cover artist. I “Readers” hanno potuto scegliere tra un pool di nomi di grande importanza nel panorama crypto.

    Il nuovo numero di The NFT Magazine sarà distribuito in edizione limitata di sole 666 copie con focus su la storia e l’archeologia dei primi progetti NFT.

    Ci saranno tanti approfondimenti su progetti come CryptoPunks, CryptoKitties e Rare Pepe, ma anche sui primi esperimenti di Monegraph, i volumi di OpenSea e molto altro ancora

    CHI È SKYGOLPE?

    Skygolpe (1986) è un artista italiano che vive e lavora a Genova (Italia).

    Si definisce un artista senza formazione accademica (uneducated artist), che invece avviene per le strade del quartiere Brick Lane a Londra, città nella quale si trasferisca appena maggiorenne e dove la sua creatività esplode con la Street Art.

    Tornato in Italia, si focalizza sullo sviluppo di una ricerca attraverso installazioni, pittura, fotografia, arte visiva e digitale. Nel frattempo si imbatte sulla piattaforma del social media decentralizzato Cent, dove nella comunicazione tra gli utenti, emerge sempre più spesso la parola “crypto arte”, suscitando la curiosità dell’artista che inizia a studiare e sperimentare.

    Le sue opere – ritratti senza volto, ma contraddistinti da colori e pattern espressivi – sono caratterizzate da uno stile unico e da una ricerca che parte dalla filosofia esistenzialista per mettere in contrasto la fragilità e l’eroismo dell’essere umano.

    L’opera protagonista della cover ISSUE #08 di The NFT Magazine è “Solar Cage”.

    La cover di Skygolpe

    COME ACQUISTARE THE NFT MAGAZINE?

    Come per i precedenti volumi, distribuzione e vendita sono scanditi in differenti momenti, con accesso prioritario agli holder che fanno parte del Readers Club, lettori che hanno acquistato le precedenti edizioni e per coloro che hanno sottoscritto l’abbonamento.

    Il prezzo di partenza per tutti è di 0.05 ETH + gas fee, con possibilità di acquistare anche in valuta FIAT come euro e dollari direttamente dal Newsstand di thenftmag.io.

    Le copie rimaste invendute saranno bruciate per assicurare la rarità dell’edizione.

    L’appuntamento per il Drop pubblico  è quindi per il 2 giugno 2022 alle 18:00 CET.

    E tu, sei pronto a leggere e collezionare il nuovo numero di The NFT Magazine?

    Intervista a Paolo Treni, artista dei mille riflessi

    Intervista a Paolo Treni, artista dei mille riflessi 

    Scelto da HUB/ART come uno dei vincitori della categoria “Pittura”, Paolo si muove al confine tra arte e design creando opere fatte di sogni e di luce che regalano speranza.

    Paolo Treni è un artista visuale nato nel 1981 sul Lago di Garda, che vive e lavora tra Brescia e Milano. Si è laureato in Comunicazione all’Università Cattolica di Milano e si è diplomato alla scuola del Teatro Arsenale.

    Nella sua arte si ritrovano stimoli provenienti dagli ambiti più svariati che contribuiscono alla realizzazione di lavori a volte introspettivi, altre volte stravaganti.

    L’artista gioca con la luce e con i riflessi per la creazione di effetti di profondità e di colori che si trasformano continuamente in base alla posizione dello spettatore e al momento in cui vengono osservati.

    In mostra un’intera sala dedicata all’artista che chiude questo percorso con un messaggio di positività e di fiducia nel domani.

    Abisso, 2021, laser, smalti e vernici su plexiglas 22,6 x 22,6 cm

    Sei stato scelto da HUB/ART Gallery, partner di Art Rights Prize, come uno dei quattro vincitori della categoria “pittura”. Quali possibilità ti ha aperto questo riconoscimento? E cosa ti aspetti per il futuro?

    Vedendo di persona le mie creazioni in plexiglas si scopre che vivono grazie alla riflessione e alla rifrazione della luce, operando una sintesi fra pittura e scultura. Dopo Berlino, questo riconoscimento mi ha dato la possibilità di mostrarle finalmente in un “white cube” a Milano, città dove ho studiato e vissuto per tanti anni, ma dove non le avevo ancora esposte.

    Se con la mostra virtuale in 3D le mie opere sono state notate, è certamente grazie all’esposizione fisica che ho avuto l’opportunità di rivelare e valorizzare appieno la loro natura.

    La novità di questa mostra? Poter scegliere l’illuminazione della sala dedicata alle mie opere e giocare con le luci calde e fredde, osservando come cambia la percezione dei cinque lavori presenti. Credo che questo riconoscimento rappresenti un’ottima interazione fra mondo digitale e mondo fisico, il che mi fa ben sperare in un futuro phygital per le mie nuove creazioni.

    Ex Glacie Exurgo, 2016, laser, smalti e vernici su plexiglas, 127 x 99 cm.

    Remember Tomorrow è una mostra che vuole far riflettere sul disagio della società contemporanea in seguito alla pandemia, pur lasciando uno spiraglio di luce. Le tue opere portano infatti un messaggio di speranza, sono un tripudio di gioia e di colore. Che cosa rappresenta per te la luce?

    Mi fa piacere che anche opere apparentemente cupe come Ex Glacie Exurgo, svelino una profonda voglia di rinascita: molti, infatti, la interpretano come una fenice che risorge dai ghiacci. Penso che lo stimolo del colore evochi sensazioni che non fanno necessariamente parte del presente, ma affondano le radici nel bagaglio delle nostre esperienze passate: in particolare nelle immagini astratte, dove ciò che ci colpisce o ci piace non è quello che vediamo, ma ciò che sentiamo rievocare nella nostra memoria emotiva.

    La luce, influenzando la percezione della brillantezza dei colori, ha il potere di trasformare l’atmosfera e diventa elemento chiave nell’attivare determinati ricordi nella mente di chi guarda. A proposito di luce e speranza, le sfumature di Cosmic Green Drop mi riportano a quel momento iniziale del lockdown in cui Madre Natura, incurante del virus, sembrava essersi ripresa i suoi spazi: le acque di Venezia tornavano verde smeraldo così come i delfini rientravano nel porto di La Spezia. Quella speranza di un mondo più verde, dalle acque dei mari al clima in generale, è ciò che ho cercato di cristallizzare attraverso l’opera.

    I tuoi lavori sono la perfetta commistione tra tecnologia ed artigianalità, lavorano sull’ambiguità percettiva, quando li ritieni conclusi?

    In realtà non “chiudo” mai l’opera, so che ho finito di dipingere quando percepisco che è aperta (per dirla alla maniera di Umberto Eco) a libere interpretazioni. Lavorare sull’ambiguità percettiva significa che quando inizio a dipingere non so mai quale sarà il risultato finale. Rielaborando in ambiente virtuale l’arte del Suminagashi (una tecnica orientale con la quale si lasciano cadere gocce di colore ad olio in un sottile strato d’acqua), lascio fluire le macchie di colore in base al mio flusso di coscienza, assecondando l’espansione naturale dei fluidi o intervenendo sul movimento con strumenti come spatole e pennelli, finché percepisco che l’opera si presta a molteplici letture da parte dello spettatore, che la arricchirà con la sua personale visione.

    Cosmic Green Drop, 2020, laser, smalti e vernici su plexiglas, 92 x 92 cm

    Nei lavori esposti in mostra si ritrovano forze centrifughe (ad esempio nella nuvola Zephyrus Meridiei) e forze centripete (come nel frammento di Goccia d’Abisso). Cosa vuoi trasmettere allo spettatore?

    Come accade nel Teatro di Jacques Lecoq, per me è importante creare un’esperienza di visione coinvolgente, in cui la fantasia dello spettatore assuma un ruolo attivo. Nel caso della nuvola Zephyrus Meridiei la forma è il risultato di un equilibrio dinamico fra le forze che immagino muoversi al di fuori dalla sagoma e quelle che tentano di liberarsi al suo interno; questo fa sì che spostandosi sull’asse orizzontale e cambiando il punto di vista, emerga una tridimensionalità quasi scultorea. Il frammento di Goccia d’Abisso, invece, gioca sulla profondità e sembra aprire un varco dimensionale nella parete, dandoci la sensazione di essere risucchiati, non solo con lo sguardo. Attraverso queste dinamiche di attrazione o repulsione insite in ogni opera, l’osservatore è naturalmente stimolato a muoversi lungo le pareti, ad avvicinarsi o ad allontanarsi, alla ricerca del punto nevralgico in cui i colori si accendono e la composizione si anima. Lo spettatore entra quindi in rapporto con l’opera: la trasformazione della luce stimola la sua immaginazione, attivando un dialogo maieutico destinato ad evolversi e durare nel tempo.

    Quanto pensi siano importanti i social per la promozione della tua arte? In che modo li hai usati durante la pandemia?

    Per carattere non mi definirei un grande amante dei social, ma durante la pandemia, non potendo recarmi in laboratorio a causa del lockdown, ho utilizzato soprattutto Instagram. Devo ammettere che per me si è rivelato efficace nel promuovere e far vedere le performance delle mie opere ambientate sulla neve ad un nuovo pubblico, attirando anche l’attenzione di collezionisti italiani. In questo senso l’incontro con la giovane influencer Ginevra Mavilla e la pubblicazione di Pulsar inserita nella sua nuova casa si è rivelato un bel booster, che mi ha consentito di avviare collaborazioni con il mondo dell’interior design tailor-made, come nel caso della recente installazione site-specific realizzata in piazza San Simpliciano, per lo show-room Tai Ping.

    Intervista a cura di Diana D’Ambra

    Cover: Zephyrus Meridiei e Dissolved Motherhood di Paolo Treni

    Intervista ad Alex Frost, youtuber dei “Wet Unboxing”

    Intervista ad Alex Frost, youtuber dei “Wet Unboxing”

    Scelto da HUB/ART come uno dei vincitori della categoria “videoarte”, Alex Frost riflette sul consumismo della nostra società attraverso i “Wet Unboxing”.

    Dopo aver studiato a Glasgow Alex Frost è approdato sulla scena artistica imponendosi a livello internazionale ed esponendo sia in spazi fisici che virtuali. Le sue più recenti mostre personali fisiche sono state al TACO! Londra nel 2021 e al First Site, Colchester nel 2020. Nella serie di video iniziata nel 2018 con il titolo di “Wet Unboxing” immerge sott’acqua cibi e bevande confezionati che vengono lentamente spacchettati. I suoi lavori sono stati pubblicati in oltre 30 articoli in tutti i continenti, tradotti in 10 lingue e sono stati premiati con un elenco su knowyourmeme.com.

     Alex riflette sulla caducità della vita e catalizza lo sguardo dello spettatore su oggetti banali che creano un effetto ipnotico.

    Sei stato scelto da HUB/ART Gallery, partner di Art Rights Prize, come uno dei vincitori della categoria “video arte”. Quali possibilità ti ha aperto questo riconoscimento? E cosa ti aspetti per il futuro?

    Vincere il premio è stato ovviamente fantastico. Ho in programma un paio di mostre che sono nate grazie al premio e ci sono già stati molti aspetti positivi dall’esposizione presso Hub/Art e grazie ad Art Rights. In primo luogo, questa mostra rappresenta un’opportunità per mostrare il mio lavoro a un nuovo pubblico e per vedere come funziona/comunica.

    Wet Unboxing (Adez Non-Dairy Smoothie), 2018, Digital Video.

    Com’è nata l’idea dei “Wet Unboxing”? Qual è lo scopo del tuo lavoro?

    Non sono sicuro che i video abbiano lo scopo di essere utili! Sono una risposta al modo in cui il consumo è diventato un’esperienza virtuale. Ad esempio, oggi, non abbiamo necessariamente bisogno di un acquisto fisico per ottenere il nostro successo consumistico. I video di unboxing sono una dimostrazione di questo effetto e nel filmare un unboxing sott’acqua sto portando avanti questa idea. Circolano attraverso spazi artistici e non – sui social media e negli spazi delle gallerie. I prodotti che scelgo sono i prodotti di super-modernità o iper-convenienza, il tipo di prodotti che vengono venduti per aiutarti ad essere più efficiente durante il giorno, come un frullato proteico o un superfood. Il tipo di cose che trovi nelle stazioni ferroviarie o negli aeroporti, per facilitarti durante una giornata lavorativa o per calmarti dopo.  L’idea è nata abbastanza presto dopo il ritorno a Londra. Questi prodotti sono ovunque in città e quindi sembrava ovvio iniziare ad usarli.

    Noti differenze nel modo in cui la tua arte viene percepita in Italia e all’estero?

    Penso che la condizione a cui mi sto rivolgendo sia piuttosto universale. Almeno è così nelle città del Nord del mondo. Sono appena tornato da una residenza di due mesi negli Stati Uniti dove ho realizzato una versione USA dei “Wet Unboxings”. Certo, ci sono differenze nei prodotti negli Stati Uniti, ma la cosa principale che ho notato è come le esigenze siano le stesse. All’interno delle società occidentali questa condizione colpisce tutti.

    Wet Unboxing (Pepto Bismol), 2018, Digital Video.

    Secondo te, quanto è importante la comunicazione nel lavoro di un artista?

    Non ho problemi a spiegare quello che sto cercando di fare e comunicare con la mia arte, ma mi piace anche lasciare spazio allo spettatore per interpretare l’opera a modo suo.  

    Potresti dirci qualcosa sui tuoi progetti futuri?

    Attualmente sto modificando i video dei “Wet Unboxings” che ho realizzato mentre ero negli Stati Uniti da febbraio. Durante la borsa di studio presso l’Università dell’Indiana ho avuto la possibilità di usare le loro incredibili strutture oltre al poter fare alcune lezioni e conferenze. Ho anche alcune mostre in arrivo nel Regno Unito, in Italia e negli Stati Uniti, nonché un’opera al Museum of Bread and Art di Ulm in Germania.

    Photo Credits: Wet Unboxing (Travel Sized Gillette Shaving Gel), 2018, Digital Video.

    Intervista a Federica Poletti: artista dell’umanità al femminile

    Sepolta nel bosco, 2021, olio su tela, 180x200 cm

    Scelta da HUB/ART come una dei vincitori della categoria “Pittura” Federica propone opere eleganti ed enigmatiche che invitano lo spettatore a riflettere e a guardarsi dentro.

    Nata a Modena nel 1980, Federica Poletti ha seguito sin dall’inizio un percorso canonico frequentando l’Accademia di Belle Arti di Bologna e proseguendo la sua formazione all’interno della bottega di un noto pittore modenese.

    Abile nella pittura ad olio, suo mezzo espressivo per eccellenza, non disdegna la sperimentazione di altre tecniche e in particolare della scultura in ceramica.

    Ispirata da grandi artisti contemporanei ma anche da pittori del passato come Caravaggio, nella sua arte ricorrono sempre l’inquietudine, la figura femminile ed il forte desiderio di esplorare l’inconscio. 

    Le sue donne rappresentano la ricerca dell’identità, e la mancanza del volto e dei tratti fisiognomici vuole essere una presa di posizione contro i canoni ed i ruoli imposti loro dalla società. Un’umanità che si sottrae volontariamente alla vista per fuggire dalle influenze esterne che impediscono di raggiungere la verità e di capire chi siamo. 

    Untitled, 2022, olio su tela, 120x80cm

    La partecipazione ad una mostra apre sempre prospettive possibili, prima fra tutte quella di mostrare a più persone il mio lavoro, e questo è fondamentale per confrontarsi sia con gli altri che con sè stessi, e naturalmente la possibilità di esporre è sempre una soddisfazione.

    Per quanto riguarda il futuro il mio unico proponimento è continuare a fare ricerca ed evolvere la mia pittura, ho mostre in programma, un concorso, vedremo… in realtà per me il futuro è sempre stato poco interessante. Preferisco, da sempre, concentrarmi sul presente che è poi l’unica vera possibilità che abbiamo come persone e come artisti.

    A cosa ti ispiri per la realizzazione delle tue opere?

    Le mie opere traggono ispirazione dal quotidiano…un pensiero, un’immagine, qualcosa che leggo anche di sfuggita e che poi elaboro, analizzo e faccio mio solo in un secondo tempo. In realtà come funzioni esattamente questo meccanismo non lo so, non l’ho mai capito, perché è come un istinto, un impulso.

    Ho imparato nel tempo a correggere la mia pittura, in corsa diciamo, a fare e disfare piano piano il lavoro finchè sulla tela tutto quadra e mi soddisfa.

    Come nascano le immagini precisamente non lo so, ma so che non ho mai la più pallida idea di come finirà un lavoro quando inizio. So che molti pittori hanno in testa le loro immagini, precisamente, e sanno come far funzionare tutto durante la realizzazione, io non ho provato questa esperienza una volta. L’unica certezza che ho è che ci sarà caos.

    Negli “anti-ritratti” femminili che dipingi è sempre presente un velo o un pizzo ricamato con motivo floreale che cela il volto. Perché questo rimando alla natura? Cosa vuoi comunicare?

    Nei volti dei miei soggetti a volte compare un decoro, come quello dei vasi cinesi, qualcosa che dia l’idea di prezioso e fragile, la pelle diventa un involucro rigido come una porcellana. L’idea che mi interessa esprimere è quella di una preziosa fragilità, che può essere distrutta o danneggiata irreparabilmente in qualunque momento. Non è questo in effetti l’essere umano? Così fragile, così scoperto.

    Melancholia, 2021, olio su tela, 70×100 cm

    Il colore rosso è preponderante nei lavori esposti in mostra. Gli attribuisci un significato particolare? Qual è il tuo rapporto con i colori?

    I colori per me sono un problema. Per anni ho lavorato in bianco e nero per evitarli e per non doverli affrontare. Se li uso è solo perché voglio che abbiano una funzione precisa. Dare una luce, creare una traccia o semplicemente creare un’atmosfera particolare.

    Il colore crea responsabilità, è un’altra cosa da gestire all’interno del dipinto e come ho detto il mio lavoro è istintivo e inconscio quindi lascio che i colori abbiano una funzione concettuale nell’opera e non sono mai lasciati al caso.

    Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea del nostro Paese? Quali strategie adotteresti per valorizzare l’arte e la cultura?

    Il sistema dell’arte contemporanea in Italia è un discorso che andrebbe affrontato su tanti punti di vista differenti perché all’interno del sistema ci sono molti attori differenti, galleristi, curatori, istituzioni e naturalmente gli artisti.

    Una cosa che penso da sempre, che aiuterebbe molto il lavoro dell’artista è che dovrebbero esistere più commissioni pubbliche, più collezionismo da parte delle istituzioni e sicuramente più possibilità di esporre in spazi pubblici. Bisogna che l’arte contemporanea dialoghi con l’arte storicizzata, che si crei un legame stretto, un rapporto tra il lavoro che è stato e quello in essere.

    Credo che ci siano state molte belle esperienze di questo tipo in giro per i grandi musei italiani, penso al Mart, ma anche ad altri, e che non sia abbastanza, che questa sia una buona pratica per portare le persone al museo a fruire di quello che è il nostro patrimonio storico e di quello contemporaneo.

    Naturalmente così facendo ci sarebbero molte più possibilità di esporre ma forse anche una maggiore selezione di quella che è la proposta artistica, si alzerebbe il livello, la tecnica tornerebbe ad essere centrale nell’opera e questo non può che far bene all’arte e al pubblico che ne fruisce.